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La bomba N

La bomba N è considerata non come distruttiva ma come arma tattica, si tratta di una bomba termonucleare di potenza inferiore a un kiloton ma dotata di opportuni accorgimenti tecnici in modo che concentri l'energia sviluppata nella reazione nucleare principalmente nell'emissione di neutroni veloci e meno negli effetti di scoppio e di calore.
Nella bomba N la diffusione di neutroni raggiunge un raggio di oltre 1 chilometro, un raggio molto superiore a quello distruttivo dell'ordigno che dovrebbe essere di 200-300 m. I neutroni possono penetrare attraverso notevoli spessori di materia e quindi per un grande raggio di azione essi possono uccidere tutti gli esseri viventi senza distruggere costruzioni e materiali; questo permette il recupero di mezzi bellici e industriali del nemico.
Questo tipo di ordigno viene posto a bordo di proiettili di artiglieria, da mortaio, o di un piccolo missile terra-terra o aria-terra.


La bomba "sporca"



In questi ultimi tempi con "l'avvento" della paura del terrorismo si è parlato spesso della bomba sporca, questo ordigno non dovrebbe essere di nessuna utilità in uso bellico.
In pratica si tratta di un esplosivo convenzionale (c4, dinamite, ecc..) posto accanto a del materiale radioattivo, al momento dello scoppio la materia radioattiva viene polverizzata e dispersa in un raggio non molto grande, questo dipende anche dalla potenza dell'esplosivo utilizzato, dal luogo dell'esplosione e dalle condizioni atmosferiche (vento, ecc..).
Un esplosione di questo tipo renderebbe la zona colpita radioattiva e quindi sarebbe necessario evacuare la zona e, in caso anche abbattere i palazzi e le costruzioni colpite per poi ripulire tutta la zona.


Proiettili di uranio impoverito

Quando si inizziò ad utilizzare l'uranio nelle bombe e nelle centrali elettriche si dovette anche lavorare l'uranio per poterlo purificare, infatti per la fissione viene utilizzato l'isotopo di l'uranio-235. Il problema risultava nel fatto che in natura si trova solo un atomo di uranio-235 ogni 140 atomi di uranio-238 quindi dopo averlo purificato ci si trovava un enorme quantità di uranio-238 stoccato.
A quel punto i soliti militari pensarono bene di sfruttare il peso di questo materiale, che infatti risulta oltre due volte più pesante dell'acciaio, e, se finemente suddiviso, , si infiamma spontaneamente: è, come si dice, piroforico. Così si pensò di utilizzarlo per aumentare la penetrazione dei proiettili, in modo da sfondare meglio le corazze di acciaio dei carri armati e gli edifici blindati, se l'uranio si polverizza nell'impatto contro la struttura del nemico, il fatto che si incendi spontaneamente ne facilita l'effetto distruttivo.