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Enola Gay B-s9 Ore 02:45 antimeridiane del 6 agosto 1945, il bombardiere B-29 "enola gay" pilotato da Paul Tibbets decollò dalla pista di Tinian, nelle Marianne con a bordo "littel boy" un ordigno a fissione del peso di 4400 kg con un diametro di 74 cm per 3,2 m di lunghezza e una potenza complessiva di 12,5 kilotons. Al momento del decollo solo Tibbets sapeva che tipo di ordigno stavano per sganciare su Hiroshima, solo un attimo prima dell'arrivo sull'obettivo informò l'equipaggio sulla vera natura distruttiva della bomba che trasportavano.

Litle boy, prima boma atomica utilizzata


Dopo quasi 6 ore di volo ad alta quota il bombardiere enola gay si trovò sull'obbiettivo, il cielo limpido facilitò molto il riconoscimento dell'obbiettivo al bombardiere Thomas Wilson Ferebee che avvertì l'equipaggio che erano prossimi al lancio della bomba sulle 350.000 persone residenti a Hiroshima. Nella città Giapponese le sirene non suonarono in quanto pensarono che quell'aereo isolato aveva solo lo scopo di ricognitore.
Alle ore 08:14 il B-29 ad una altezza di 9.400 metri si allegerì del del suo carico di morte e riprese velocemente quota allontanandosi il più possibile dal loro crimine inumano. Dopo circa 45 secondi Littel boy innesco la fissione illuminando il cielo della citta, per molte persone per lo più civili ignari, quella luce fu l'ultima immagine della loro vita.
L'esplosione creò un fireball maggiore di 300m di diametro sprigionando un immenso calore, dai trecento ai novecentomila gradi che liquefece i tetti delle case, annientò le persone fissando le loro ambre sull’asfalto a irrefutabile prova della scomparsa di un essere umano. La raffica dell’esplosione si sprigionò dalla sfera di fuoco alla velocità di 1300 chilometri orari e, in un raggio di molti chilometri quadrati, le case ancora in piedi vennero sradicate dalle fondamenta. La bomba distrusse qualsiasi cosa nel raggio di due chilometri, circa il 98% dei palazzi della città furono distrutti o gravemente danneggiati, oltre 70.000 persone furono uccise sul colpo e moltissime altre altre morirono in modo veramente atroce per l'effetto delle bruciature provocate dal vento caldo e dalle radiazioni. Non si seppe subito l'entità vera delle morti in quanto l'america cercò di non far divulgare troppo la bestialità di cui erano responsabili, in più molte conseguenze si videro moltissimi anni dopo quando diverse persone si ammalarono "inspiegabilmente" di cancro, leucemie e patologie varie.

onda d'urto esplosione hiroshima

foto resti Hiroshima


In rete potete trovare moltissime immagini anche molto "brutali" di questa immane bestialità che alcuni esseri umani di dubbia inteligenza hanno provocato, come lo stesso Paul Tibbets che ancora oggi e fiero di quello che a fatto e non contento ha dichiarato più volte che non a provato nessun rimorso e anzi, lo rifarebbe ancora senza nessun problema.
Ma non tutti sono degli imbecilli come Tibbets, Claude Eatherly era il pilota che guidò un B-29 sulla città di Hiroshima un ora e mezza prima del enola gay e come da ordini riferì lo stato del tempo sulla città e il punto da colpire. Eatherly non era a conoscenza di quello che sarebbe stato il futuro di tutte quelle persone.
Sicuramente sapeva che era lì per "fare guerra" ma dopo l'esplosione dell ordigno si rese conto di quello che aveva contribuito a fare e tempo dopo si dimise dall'esercito. Anni dopo venne ricoverato in un ospedale psichiatrico distrutto dai sensi di colpa. Sicuramente una persona che fa la guerra non si può dichiarare inteligente ma almeno a imparato qualcosa da quello che aveva fatto al contrario della maggioranza delle persone che ancora oggi non hanno assorbito nessun insegnamento da questo fatto, e anzi, giocano ancora alla guerra per soldi e potere con scuse futili come quelle del terrorismo che anche se gravi non giustificano la morte di interi paesi.
A QUESTO link potete leggere un pezzo del diario di un abitante di Hiroshima, Tamiki Hara, che inizziò a scriverlo dopo lo scoppio, queste parole a parere mio descrivono molto bene come ci si doveva sentire in un momento del genere. L'uomo si suicidò nel 1951 per ovvie ragioni.